venerdì 24 maggio 2019

[Recensione] "La signora degli scrittori" di Sally Franson

Cari Sognalettori, 
oggi vi parlo del romanzo "La signora degli scrittori" di Sally Franson che ho avuto modo di leggere in anteprima grazie alla Garzanti.

La signora degli scrittori
Sally Franson




Editore: Garzanti
Prezzo: Rigido 18,60€ Ebook 9,99€
Pagine: 301
Terminato di leggere il: 13/05/2019

Trama: Casey è giovane e brillante. È brava nel suo lavoro, nonostante la sua direttrice sia una donna impossibile, pronta a bocciare ogni proposta e a incutere timore a chiunque le stia intorno. Così, quando per la prima volta le affida un progetto da seguire da sola, Casey non può dire di no. Nessuno ha mai osato farlo. Eppure, quella che si trova di fronte sembra davvero un'impresa impossibile: convincere degli scrittori di grido a fare da testimonial per la pubblicità. Convincerli a uscire dal mondo dorato della letteratura, a esporsi in prima persona per qualcosa di diverso dalla loro opera. Casey ci mette tutto il suo impegno e comincia a incontrarli, uno dopo l'altro. Si trova ad avere a che fare con personaggi molto particolari: uno vuole sempre avere ragione; un altro odia tutti i colleghi; c'è quello che non ha mai letto un libro; e quello che non ha scritto nemmeno una riga dei suoi romanzi; un altro ancora non fa nulla senza tornaconto. Con Ben Dickinson, invece, Casey entra subito in sintonia, anche se sa che si tratta di lavoro e che non può lasciarsi andare. Per di più non ha tempo da trascorrere con lui, perché deve seguire le indicazioni della direttrice, che la conducono dritta dritta alla Fiera di Los Angeles: libri ovunque e cene infinite a parlare di lavoro. Un sogno per Casey. Un sogno che presto si trasforma in un incubo, perché qualcosa di inaspettato rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti fino ad allora. Casey ha paura che la colpa sia solo sua, ma c'è chi è pronto a farle cambiare idea. Perché bisogna sempre credere nelle proprie capacità. Bisogna far sentire la propria voce, anche quando non viene ascoltata. Costi quello che costi.

Recensione

Purtroppo ammetto con tutta sincerità che questo romanzo è stato ben diverso da quello che mi aspettavo. Ho trovato la storia deludente sin dalle fondamenta: una protagonista troppo materialista, senza principi e spesso senza coscienza, guidata solo dalla frivolezza della società moderna concentrata sulla ricerca di follower e di modi per attirare l'attenzione del pubblico. 

Non sono entrata per niente in sintonia con Casey e la sua sete di fama, solo qua e là tra un rimpianto e un senso di colpa veniva fuori la vera protagonista che mi aspettavo, una persona che non cerca in continuazione un modo per circuire gli altri per una mera soddisfazione professionale. Il tutto a discapito di autori/scrittori che pagati poco dal mondo letterario si facevano ingolosire dalla possibilità di arrotondare i loro conti in banca diventando veri e propri influencer. 

Sarà che io leggo per estraniarmi dalla realtà, sarà che trovo tutto il sistema attuale un grande specchio per le allodole - anche a rischio di risultare spocchiosa! - ma parliamoci chiaro: non avevo proprio inquadrato la storia e non avevo intenzione di leggere un romanzo del genere, un po' vuoto e frivolo per i miei gusti. 

Avrete ben compreso che nel complesso ha deluso molto le mie aspettative. Solo verso i capitoli conclusivi la lettura ha "acquisito" qualche punto: la protagonista Casey, dopo aver perso tutto quello per il quale aveva faticosamente lavorato e sacrificato anche sè stessa, si rimette in gioco iniziando con un vero e sincero "bagno di umiltà" necessaria a farla tornare con i piedi per terra. 
È stato proprio in quel momento che ho avuto modo di apprezzare quel potenziale dell'autrice coperto da uno strato non indifferente di supercialità moderna; sono dell'idea che avrebbe potuto giocare meglio le sue carte e strutturare diversamente questo romanzo puntando di più sulla seconda parte che ho trovato più riflessiva e più simile a quello che mi aspettavo. 

La storia che ho trovato un po' insignificante e banale non mi ha permesso di godermi pienamente questa lettura anzi ha rallentato in maniera considerevole la durata del tempo che ho dovuto dedicargli. Più volte mi sono chiesta se fosse stato il caso di proseguire la lettura o abbandonarla completamente ma, dato che sono sempre ostinata e offro a tutti la possibilità di riscattarsi, ho portato a termine la lettura pur senza trovare però completa soddisfazione. 

Anche le tematiche toccate dall'autrice riguardanti il rapporto travagliato della protagonista con la madre e la sua diffidenza nei confronti degli uomini, piuttosto che la problematica delle molestie e dello stupro, sono state affrontate a mio parere con troppa leggerezza. Quello che potrebbe sembrare un romanzo di formazione, una storia in cui la figura della donna riprende il suo posto all'interno della società e che viene malmenata senza problemi anzi creandosene lei stessa, almeno per il 90% è un vero e proprio buco nell'acqua che difficilmente consiglierei di leggere. 

Sono rimasta affascinata dalla trama e dal fatto che i libri fossero il vero fulcro ma non credevo possibile di trovarmi alle prese con una storia così poco originale, incapace di brillare e distinguersi. Se all'inizio pensavo si trattasse di poca sintonia e feeling tra me e la storia, man mano che ho proseguito a fatica la lettura mi sono resa conto di rimanerne delusa sempre più pagina dopo pagina. Purtroppo non è stata per niente una bella lettura. 

Il linguaggio è moderno, le frasi e i periodi sono un po' sconclusionati, si passa da una cosa all'altra con una velocità tale da impedire al lettore di assimilare tutto. Tra l'altro un momento prima la storia è in terza persona e subito dopo sembra che la protagonista cerchi un contatto con il lettore rifacendosi direttamente a lui con vere e proprie domande. In tutto regna la confusione che appesantisce ancora di più la lettura. 

Purtroppo devo ammettere che non sono sono riuscita a farmi una vera e propria idea dell'autrice, di sicuro non sono riuscita a legare con lei e i personaggi ma mi sarei capace di dargli un'altra possibilità e dedicarmi a qualche altro suo lavoro per capire se questa storia è nata male oppure se proprio è lo stile dell'autrice a non funzionare completamente.

Dato che non ho apprezzato questo romanzo, non mi sento di consigliarlo a nessuno, ma lascio a voi la parola: cosa ne pensate? Avete letto questa storia? Ne siete rimasti soddisfatti?

Buona Lettura!
N.

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