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lunedì 23 ottobre 2017

Intervista a Valentina C. Brin [2017]

Cari Lettori,
eccoci all'appuntamento che preferisco! Un rendez-vous che amo molto e al quale sono molto legata perchè ci permette di conoscere meglio gli autori che mi hanno rubato un po' il cuore e di sentire le loro impressioni relative all'ultimo libro che hanno scritto.

Questa settimana dedico questo spazio a Valentina C. Brin, autrice del romanzo "Possession. Ascesa". Un romanzo delizioso che saprà conquistarvi ^-^

Diamo quindi la parola a Valentina!

Ciao Valentina, che piacere averti qui! Grazie in anticipo per il prezioso tempo che hai deciso di dedicare ai lettori di "Leggere Per Sognare" che ti avevano conosciuta per la prima volta nel 2013 con il romanzo "Obsession", primo capitolo della saga di cui ci siamo completamente innamorati. 
Ciao a te, Nicole, e a tutti i lettori di Leggere per Sognare: è un piacere essere qui in vostra compagnia. 

Ma passiamo a noi! 

1. Innanzitutto cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo di genere Male to Male?
È stata una scelta naturale. Dopo aver scritto Obsession (la serie madre), sapevo che Charles aveva molto potenziale e sentivo che sarebbe stato interessante esplorare il suo passato. Quando l’ho immaginato alle prese con l’amore, però, non riuscivo proprio a vederlo accanto a una donna. In Obsession è stato un personaggio troppo “alieno” per vivere un amore convenzionale, così la soluzione mi è parsa chiara fin da subito: Charles Rochester doveva amare un uomo. E così è nata l’idea per Possession.

2. Charles e Dorian, Dorian e Charles. Vogliamo sapere tutto. Come sono nati questi personaggi? Sono completamente frutto della tua immaginazione oppure hai presto liberamente spunto da qualcuno di reale?
Sono entrambi frutto della mia fervida (e perversa, ultimamente usano spesso questo aggettivo per definirmi) immaginazione. Dal momento che Obsession era nata come fanfiction su Harry Potter, Charles inizialmente era Tom Riddle, meglio conosciuto da tutti come Voldemort. Possiamo dire che questo è stato “lo scheletro” da cui sono partita anni fa per creare il suo personaggio, che ha poi acquistato una propria personalità e una propria identità nel momento in cui Obsession è diventata una storia originale a tutti gli effetti. Per quanto riguarda Dorian, è al 100% frutto della mia fantasia. Con lui ho voluto creare un personaggio assolutamente positivo, per bilanciare la profonda oscurità che contraddistingue Charles.

3. Parliamo sempre dei protagonisti: quale preferisci tra i due? In quale ti riconosci di più?
Credo di preferire Charles: ho da sempre avuto un debole per i personaggi negativi, meglio se borderline. Hai presente quei personaggi che camminano con un piede nel bene e uno nel male? Ecco, ne vado pazza, e ovviamente non potevo che amare Charles. Se dicessi che mi riconosco in lui sarebbe grave, quindi direi senza ombra di dubbio Dorian: alcuni tratti del suo carattere sono in una certa misura i miei.

4. Tra i personaggi che fanno da contorno ai protagonisti quale hai apprezzato di più e per quale motivo? A quale sei più legata? 
Eugene Moore, il maggiordomo: un uomo di polso, sarcastico, pungente. L’ho adorato.

5. Da cosa è stata dettata la tua scelta di concludere la "serie" con questo romanzo? Come mai hai deciso di interrompere la difficile storia d’amore tra Charles e Dorian proprio nel momento in cui avrebbero potuto finalmente vivere in pace? (qui è la fan che detta questa domanda!)
In realtà questo romanzo conclude la duologia, ma per la serie ho altri programmi in mente. Per quanto riguarda la fine di Rovina (e dunque di Possession), a mio modo di vedere doveva terminare così com’è andata a finire, perché in quel particolare momento della loro vita le cose non sarebbero potute andare diversamente. Ma in futuro, chissà: ammetto che sono una grandissima fan di Charles e Dorian e la fangirl che è in me li vorrebbe endgame. Vediamo! Devo solo trovare il modo di risolvere un piccolo/grande problema di trama che si presenta in Obsession, dopo di che nulla mi vieta di tornare da loro e dare la parola fine alla loro storia.

6. L’argomento trattato all’interno del romanzo, l’amore tormentato tra due uomini d’altri tempi, in un secolo in cui questo tipo di amore era condannato e non visto di buon occhio, è frutto di una tua “perversione” personale oppure è una scelta appositamente voluta per provocare il pubblico di lettori che ancora oggi sembra un po’ mentalmente chiuso e poco predisposto ad accettare questo “tabù”?
In realtà non è nessuna di queste due cose. Ho scelto di dare questa linea “proibita” alla storia d’amore tra Charles e Dorian semplicemente perché il contesto mi consentiva di farlo (e in un certo senso lo richiedeva). Nel periodo barocco non era proibito avere relazioni omosessuali, ma ovviamente era una cosa che doveva restare confinata in camera da letto, soprattutto se ad assumere il ruolo di amante passivo era un nobile. Ecco, quest’ultima situazione sì che era mal vista. 

7. Il romanzo è ambientato alla fine del XVII secolo. Quanto è stato difficile ricostruire una storia di questo tipo facendola calzare perfettamente in quell’epoca storica? In che modo ti sei districata tra ricerche ed altro per arrivare a raggiungere l’obiettivo che ti eri prefissata?
La ricostruzione storica è stata molto impegnativa. Ambientare un romanzo nel passato non è semplice, soprattutto perché puoi studiare una scena il più a fondo possibile, ma ci sarà sempre quel dettaglio a cui non avevi pensato che ti costringerà a sospendere la stesura per andare in cerca di informazioni. Per quanto mi riguarda, ho cercato di reperire informazioni nei libri (ne ho comprati tre, uno sulla storia di Londra, un altro sulla storia del costume e l’ultimo sulla vita quotidiana nell’Europa moderna), su Google e su un paio di siti internet (www.baroque.it mi è stato molto utile, per esempio).

8. Ora che i capitoli relativi all’amore tra Charles e Dorian si sono conclusi, hai qualche ripensamento? Hai mai pensato di voler apportare qualche modifica all’interno della storia?
Per quanto riguarda la duologia di Possession, no, è esattamente come volevo che fosse. Se proprio dovessi cambiare qualcosa, ricordate il piccolo/grande problema di cui vi parlavo? Ecco, modificherei una cosa che succede al Charles cinquantenne alla fine di Obsession (non posso fare spoiler, ma si tratta di una cosa che segnerà irrimediabilmente il suo destino… e in un certo senso anche il mio!). 

9. Possiamo facilmente pensare che in entrambi i romanzi “Possession Ascesa” e “Possession Rovina” avrai lasciato un pezzo di cuore ma qual è in assoluto il momento, il passo, il capitolo che preferisci e che porterai sempre con te?
Sicuramente l’epilogo di Rovina. Potremmo dire che nella mia testa è nato prima lui che il resto della duologia e ho sentito fin da subito una connessione speciale con quella scena. Volevo che fosse ad alto impatto emotivo e quando l’ho scritto, ho cercato di lasciar fluire ciò che provavo per avvicinarmi il più possibile a quello che volevo comunicare al lettore. Il risultato? Ogni volta che lo rileggo mi commuovo.

10. Infine quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai già pronto un altro romanzo con il quale conquistarci nuovamente?
Non ho nulla di pronto, però ho tanti progetti. Al momento sento il bisogno di prendermi una pausa dallo storico per ricaricare le batterie, così nell’immediato mi butterò su qualcosa di contemporaneo. Ho delle idee per un erotico e un contemporary romance, ma ho già cominciato ad abbozzare il primo, quindi credo che a breve il mio Word si tingerà di rosso. Poi chissà, la Obsession saga ha ancora tante storie da svelare: non appena avrò ricaricato le batterie, tornerò indietro nel tempo e riprenderò il filo che avevamo visto interrompersi con Obsession.

Grazie mille ;)
Grazie mille a te per avermi ospitato! È stato un piacere restare in compagnia dei lettori di Leggere per Sognare, ai quali mando un fortissimo abbraccio. A presto.

Che altro dirvi?!!? Ho amato moltissimo questo romanzo e ve lo consiglio con molto entusiasmo! Spero che quest'intervista vi incuriosisca e vi convinca a leggere questa bellissima storia (sempre che avevate ancora qualche dubbio!)!!!

Buona Lettura!
N.

martedì 17 ottobre 2017

Intervista a Marilena Boccola [2017]

Cari Lettori,
come vi avevo promesso a giugno riprendiamo l'appuntamento con le interviste agli autori!
Un rendez-vous che amo molto e al quale sono molto legata perchè ci permette di conoscere meglio gli autori che mi hanno rubato un po' il cuore e di sentire le loro impressioni relative all'ultimo libro che hanno scritto.

Questa settimana dedico questo spazio a Marilena Boccola, autrice del romanzo "Nella rete di Shakespeare". Un romanzo delizioso che saprà conquistarvi ^-^

Diamo quindi la parola a Marilena!

Ciao Marilena, che piacere averti qui! Grazie in anticipo per il prezioso tempo che hai deciso di dedicare ai lettori di "Leggere Per Sognare" che hanno avuto modo di apprezzare in super anteprima il tuo ultimo romanzo “Nella rete di Shakespeare” edito da HarperCollins. 
Grazie a voi per l’ospitalità!
Ma passiamo a noi! 

1. Innanzitutto cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo di genere romance? E’ il genere che più preferisci? 
Scrivo romance perché è il genere che preferisco scrivere, quello che, quando finalmente riesco a ritagliarmi un momento per me, mi dà maggiormente la possibilità di evadere dalla quotidianità. Come lettrice spazio fra vari generi tra cui anche il romance, ma non solo. 

2. I protagonisti indiscussi del romanzo sono Carlotta e Fabio, come sono usciti dalla tua penna? Sono completamente frutto della tua immaginazione oppure hai preso spunto da qualche persona che conosci e quindi reale? 
Fabio e Carlotta sono i personaggi secondari di altri due miei romanzi che ho pubblicato da self (Una vita in più e Abbracciami più forte). Carlotta è completamente frutto della mia fantasia, ma le sue caratteristiche derivano dalla mia lettura di “L’amore possibile”, un testo di psicologia in cui si evidenziano gli effetti del padre assente o silenzioso sulle figlie femmine. Invece, Fabio assomiglia incredibilmente a un amico di mio marito, il tipico ragazzo con la battuta pronta e il pensiero fisso in testa. Indovinate quale… 

3. Quanto c’è di te e della tua personalità nel personaggio di Carlotta? Quanto vi assomigliate o in cosa vorresti essere simile a lei? 
Di Carlotta mi piace la determinazione che indubbiamente ritrovo un po’ anche in me. Purtroppo, mi assomiglia nelle insicurezze. Nient’altro, nemmeno i capelli rossi e gli occhi verdi… il seno abbondante! Ecco, quello sì. 

4. E ora parliamo di Fabio. Da dove lo hai tirato fuori? È il tipico uomo da una “botta e via”, cosa ti ha fatto decidere di raccontare una storia durante la quale un uomo del genere si redime e riesce a riscattarsi? 
In fondo è quello che speriamo tutte quando incontriamo un uomo che ci fa girare la testa, ma che sappiamo già non ci prenderà in considerazione se non per una cosa… Leggere e scrivere romanzi rosa significa soprattutto sognare e far sognare e allora via libera ai fighi da paura, bastardi fino all’osso, ma che quando si innamorano non capiscono più niente e sono disposti a mettere le loro donne su un piedistallo. Un sogno, appunto. 

5. Passiamo ora all’importanza di Shakespeare all’interno dell’intera narrazione. Quando è iniziata la tua passione nei confronti di questo poeta? Quale opera apprezzi di più? Cosa ha fatto scattare in te l’idea di inserirlo in una storia d’amore moderna? 
Sapete che se ci penso non lo so dire esattamente nemmeno io? La scrittura per me ha sempre qualcosa di inafferrabile e misterioso, tanto che, guardandomi alle spalle, a volte io stessa mi chiedo: «Ma questa storia da dove mi è saltata fuori?». Comunque, credo che in questo caso dipenda da una edizione economica di Romeo e Giulietta che ho trovato in offerta dentro a un cestone in libreria. Ho iniziato a sfogliare le pagine, a leggere qualche brano e la magia si è sprigionata. Da lì l’idea di ambientare in parte la storia a Verona e via dicendo. 

6. Come immagineresti uno Shakespeare moderno alle prese con il mondo virtuale fatto di chat e social? 
Credo che Shakespeare se la saprebbe cavare benissimo! Le sue battute argute e incalzanti erano moderne già a quei tempi, ben quattrocento anni fa! 

7. Milano, Verona e un pizzico di Mantova. Sappiamo che Mantova è la città in cui abiti, per cui possiamo pensare che tu sia di parte, ma tra Milano e Verona quale città sceglieresti? E perché? 
Milano e Verona sono entrambe città affascinanti delle quali ho ancora tanto da scoprire. Forse, per me che provengo da una cittadina di provincia a misura d’uomo, Milano è un po’ troppo caotica per cui propenderei per Verona, la città di mia mamma. 

8. Ho notato che ogni singolo capitolo è intitolato con un piccolo riassunto di una frase di quello che sarà poi effettivamente quanto accadrà al suo interno. La tua è stata una scelta casuale oppure voluta? 
Non è stata una scelta casuale. Volevo richiamare un’opera teatrale, enfatizzare in qualche modo l’atmosfera shakesperiana che fa da sfondo alla mia narrazione. 

9. Il personaggio di Pietro secondario nella storia ma che allo stesso tempo copre un ruolo importantissimo nella vita della protagonista Carlotta. Cosa ti ha portato ad inserire un personaggio così particolare nel romanzo? Hai voluto provocare in qualche modo i tuoi lettori? Perché in una storia d’amore hai voluto lasciare un piccolo spazio a questo ragazzo “speciale”? 
Per me scrivere è una passione che coltivo fra mille sacrifici, perché per buona parte della giornata lavoro presso una cooperativa sociale che gestisce servizi per persone disabili (ma non solo), per cui volevo portare anche un po’ della mia quotidianità in questo romanzo e magari contribuire nel mio piccolo a sensibilizzare i lettori su alcuni temi che mi sono particolarmente cari. 

10. Un lato dolente dell’esistenza di Carlotta è il suo rapporto con il padre. Cosa ti ha fatto decidere di inserire questo scheletro nel suo armadio? Come mai hai pensato di rendere vacillante proprio il rapporto con il padre? 
Come dicevo più sopra, la lettura di un testo di psicologia, “L’amore possibile”, mi ha aperto gli occhi su alcuni meccanismi che noi donne mettiamo in atto quando la figura paterna non è così presente (non solo dal punto di vista fisico) come vorremmo. Ne scaturiscono insicurezze, bassa autostima, automatismi di fuga e di difesa, ricerca del padre nel partner… Insomma, la tesi mi ha affascinato, così ho provato a cucirla addosso alla mia protagonista. 

Infine quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai già pronto un altro romanzo con il quale conquistare i tuoi lettori? Cosa possiamo aspettarci? (siamo davvero curiosissimi ^-^) 
Ebbene sì, ho pronto un altro romance che stavolta ha a che fare con la storia dell’arte, un’altra delle mie passioni, ma devo ancora capire cosa ne voglio fare esattamente… in ogni caso, spero tanto che lo leggerete! 

Grazie mille ;) 
Grazie a voi! Belle domande…

Che altro dirvi?!!? Ho amato moltissimo questo romanzo e ve lo consiglio con molto entusiasmo! Spero che quest'intervista vi incuriosisca e vi convinca a leggere questa bellissima storia (sempre che avevate ancora qualche dubbio!)!!!

Buona Lettura!
N.

mercoledì 14 giugno 2017

Intervista a Tania Paxia [2017]

Cari Lettori,
finalmente posso mostrarvi cosa mi ha tenuto impegnata la scorsa settimana! Quando il blog aveva pochi mesi di vita mi piaceva moltissimo dedicare qualche momento agli autori e lasciare a loro la parola, così mi sono detta "Perchè non riprovarci?" ed eccomi qui... 
La mia idea è quella di pubblicare ogni due/tre settimane, in base alle mie tempistiche e a quelle degli autori, delle interviste che vanno ad approfondire il loro ultimo lavoro! Spero sarete in tanti a seguirmi in questa bellissima avventura ;)

E ora si inizia! Apre le danze Tania Paxia che trovate in libreria e in tutti gli store online con il suo ultimo romanzo "Le strane logiche dell'amore", una storia che non potete assolutamente perdere!!!!

Ciao Tania, che piacere averti qui! Grazie in anticipo per il prezioso tempo che hai deciso di dedicare ai lettori di "Leggere Per Sognare" che ti avevano conosciuta per la prima volta nel 2014 con il romanzo "Nicholas ed Evelyn". In pochi anni hai fatto moltissima strada e ora ti troviamo con un romanzo pubblicato dalla Casa Editrice Newton Compton e ne siamo davvero felicissimi ;)

Grazie a te per l’opportunità! Tre anni lunghissimi, sì!

Ma passiamo a noi!

1. Innanzitutto cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo di genere romance e ad accantonare il fantasy?
Mi piace sperimentare vari generi, a dir la verità. Il primo è stato il fantasy, poi il giallo/thriller, il chick-lit e poi il rosa vero e proprio. Ma anche nei fantasy che ho scritto c’è sempre stata una vena romantica di fondo.
Il primo rosa ambientato nel “nostro mondo” XD l’ho scritto per scommessa per colpa di due mie amiche perfidissime XD. Più che rosa era un chick-lit e diciamo che era un po’ soft. Poi ho notato che scrivendo quel genere usciva fuori la parte più spiritosa di me e siccome l’ironia non mi manca ho deciso di continuare su questo filone per divertirmi io per prima (evadendo dalla vita di tutti i giorni) e per far divertire anche gli altri. Naturalmente il fantasy non l’ho abbandonato perché proprio l’hanno scorso ho autopubblicato un romanzo urban fantasy molto particolare che parla di sogni (Dream On). Dipende dalle storie che mi vengono in mente, il genere (sia da lettrice che da scribacchina) passa in secondo piano.
2. La storia di Cameo Pink è deliziosa, l'ho letta tutta d'un fiato e mi ha completamente conquistato. Soprattutto il fatto che parli di noi blogger ha avuto un suo peso! Come mai hai deciso di raccontare una storia di questo genere? C'è stato un avvenimento nella tua vita che hai voluto mascherare in questo romanzo?
Ti ringrazio! Sono felicissima, perché le bookblogger sono sempre messe in disparte e io da buona blogger ho voluto inserire una di noi come protagonista di un romanzo. Poi perché la lettura e la condivisione dei pareri sui libri mi prende in prima persona e quindi ho sfruttato le mie conoscenze sull’argomento per dare più credibilità al personaggio e anche alla storia.
Sì, questo romanzo è nato proprio perché mi è capitato realmente un fatto simile. Non posso dire di più!
3. Tutti i personaggi del libro sono studiati alla perfezione e tutto è molto armonico senza una nota fuori posto. Volevamo sapere se hai preso ispirazione da qualche persona di tua conoscenza? E in quale personaggio ti rispecchi maggiormente? Quanta Cameo c'è in te?
Non ho preso ispirazione da una persona in particolare, ma ho preso tanti piccoli frammenti di vita (anche caratteriali e fisici) di alcune persone che conosco.  Ovviamente ho preso ispirazione anche dalla mia vita di bookblogger; Cameo e io siamo in simbiosi e mi rispecchio in lei, anche quando dice “Non ho più l’età” ahahah. C’è un po’ di lei in me (passione per i libri, la schiettezza) e c’è un po’ di me in lei (l’ironia soprattutto).
4. Nel romanzo la storia ruota intorno al fenomeno dei ghostwriters. La protagonista non accetta che un libro possa essere pubblicato sotto falso nome e che una persona estranea al romanzo ne prenda ogni riconoscenza mentre il vero autore rimane nell'oscurità. Cosa ne pensi in merito? Ti è capitato di avere proposte come ghostwriter? Quanto è importante secondo te in casi come questi mantenere un segreto?
La penso un po’ come Cameo e un po’ come Tristan perché riesco a vedere attraverso i loro due punti di vista: la bookblogger si sente presa in giro perché all’inizio non sa cosa sta succedendo e chi si cela dietro al nome del presunto autore. Poi ci ripensa e dice: è comunque un buon libro, a prescindere che sia stato scritto da un autore piuttosto che da un altro. Il punto di vista dell’autore in questo caso è molto più complesso perché Tristan ha un modo particolare di vedere le cose. Un ghostwriter è qualcuno incaricato di stravolgere e riscrivere dall’inizio un romanzo elaborato da un’altra persona o anche di scriverlo di sana pianta imitando un certo tipo di stile riconducibile all’autore originario. Ci vuole molta umiltà in questo lavoro, secondo me, e anche tanta passione per la scrittura, ma meno passione nell’apparire in pubblico. Per lavorare dietro le quinte e fuori dai riflettori bisogna scordarsi la presunzione, l’ambizione e il senso di superiorità (i classici pavoneggiamenti, insomma).  È una soddisfazione anche passare davanti a una vetrina e dire “Quello l’ho scritto io, ma nessuno lo sa”. E la soddisfazione maggiore è tenere il segreto anche davanti a persone che parlano di quel libro senza sapere che lo hai scritto tu. XD Tristan ha la possibilità di passare dall’altra parte, ma qualcosa glielo impedisce. Non voglio fare spoiler però! Posso dire che la penso sia come Cameo (che un libro è bello per la storia, non per l’autore che l’ha scritta) e anche come Tristan (per la paura di “vivere” tutte le sfaccettature della scrittura).
5. La storia è ambientata a Londra e ci moltissimi accenni a Los Angeles e alla California. Vorremmo sapere cosa porta un'autrice italiana a scegliere di ambientare il proprio lavoro all'estero e in particolare proprio in questi due paesi. Ne sei in qualche modo legata?
Mi piace ambientare i miei romanzi in luoghi in cui mi piacerebbe vivere. E ce ne sono davvero tanti. Poi mi piace fare le ricerche e scoprire cose nuove (sono una curiosona), abitudini che magari qui in Italia non abbiamo, come chiamare un taxi in strada con un’alzata di mano o incontrare Di Caprio che gironzola per le strade di Manhattan. Ho preso come esempio due cose che sogno di fare da una vita, ecco. Mi sento legata a quei luoghi, in special modo ad alcune città, perché ne sono sempre stata affascinata, sin da ragazzina.
Ho ambientato un romanzo proprio nel paese dove vivo perché avevo bisogno di un luogo un po’ sperduto, ma ricco di storia e di misteri riguardanti i templari, quindi la scelta dell’ambientazione dipende un po’ dalle esigenze della trama.
6. E ora passiamo al personaggio di Tristan. Vogliamo sapere in tutto e per tutto da dove arriva! Un uomo del genere è il sogno di ogni donna, ma vogliamo sapere se hai trovato anche tu il "tuo" Tristan e come è nato il suo personaggio?
Ah non lo so da dove arriva! È stata una folgorazione improvvisa dopo aver visto una puntata di Shadowhunters. Matthew Daddario ha fatto il resto. Merito suo. No, vabbé, non ho pensato molto a come descriverlo. Era già così nella mia testa, non so come spiegarlo. Tant’è che è SOLO nella mia testa, perché uno così non l’ho ancora trovato. Ahahah. :D
7. Abbiamo apprezzato molto la presenza costante di Flash, l'adorabile e fedele cagnolino di Cameo e ci chiediamo se anche il tuo cuore e le tue giornate sono riempite da un amico peloso e vogliamo sapere tutto di lui/lei.
Flash nella realtà si chiama Gas. Non è un Basset Hound, ma un Golden Retriever di quaranta chili con la stessa quantità di pelo di un orso polare! Fosse per lui dormirebbe tutto il giorno, ma quando inizia a giocare non si ferma più. Corre di qua e di là e se vuole le coccole non c’è versi che ti lasci in pace. Sbuffa se è annoiato e guarda storto chi non gli sta simpatico, proprio come Flash. Si fa pulire il musetto quando ha finito di bere e spazzola i croccantini che è una meraviglia. XD La parola SCISCIA contenuta nel romanzo l’ha inventata lui!
8. Abbiamo notato che anche la struttura del romanzo è molto particolare. Volevamo sapere come mai hai deciso di dare un sottotitolo ad ogni capitolo che racchiudesse in poche parole il senso/riassunto del capitolo stesso. È stata una scelta casuale o voluta?
Di solito per ricordarmi subito di cosa parla ogni capitolo (tendo a essere un po’ smemorella) scrivo un appunto o una frase sotto al numerino del capitolo, così lo capisco subito e mi è più semplice ricontrollare tutto dopo la prima stesura. Non seguo una scaletta, quindi durante tutta la fase di scrittura tengo tutto a mente, ma l’età avanza e ho trovato questo sistema (tipo le parole chiave o i tag su blogger che ti riportano a un post in cui c’è stata una menzione. Ormai il mio cervello funziona così, non c’è rimedio). Poi siccome non mi dispiacevano perché incuriosivano, in un certo senso, allora mi sono trattenuta dal cancellarli (in alcuni romanzi più vecchi non ci sono perché non avevo ancora adottato quel metodo, eh eh).
9. Abbiamo notato che alla conclusione del romanzo non c'è il solito epilogo che chiude la maggior parte delle storie e dato che siamo molto curiosi di sapere come andrà a finire cioè come saranno tra qualche tempo Cameo e Tristan volevamo sapere innanzitutto se è una scelta voluta per lasciare aperto il finale e se a questo punto c'è qualche possibilità di vedere un continuo di questa storia?
L’epilogo in questo caso è la data del matrimonio di Nancy (la cugina di Cameo). È iniziato tutto con l’organizzazione di questo matrimonio e secondo me era giusto finire così, con Cameo che da scettica e delusa dall’amore capisce che a volte l’amore è proprio strano e ha delle logiche tutte sue. Non credo che scriverò il continuo, anche se mi piacerebbe.
10. Infine quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai già pronto un altro romanzo con il quale conquistare i tuoi fan un’altra volta?
Per il futuro prevedo un ritorno al fantasy. Non so quando, ma ci sarà. Per il momento, invece, ci sono altre due uscite in programmazione (credo agosto-settembre) con la casa editrice e ho alcuni lavori pronti in valutazione, ma sto ancora aspettando un riscontro. ^^
Grazie mille ;)
Grazie infinite a te per lo spazio che mi hai dedicato! :D

Che altro dirvi?!!? Ho amato moltissimo questo romanzo e ve lo consiglio con molto entusiasmo! Spero che quest'intervista vi incuriosisca e vi convinca a leggere questa bellissima storia (sempre che avevate ancora qualche dubbio!)!!!

Buona Lettura!
N.

martedì 13 giugno 2017

"Time Deal" Release Party by DeAgostini [2017]

Cari Lettori,
chi di voi mi segue sui social avrà avuto modo in diretta di vedere le foto dell'evento al quale ho partecipato sabato sera. Si è trattato della bellissima presentazione, in super anteprima, del romanzo del momento "Time Deal" in compagnia di Leonardo Patrignani

E' stata davvero una bellissima serata che mi ha permesso di conoscere Leonardo e di entrare ancora di più nel suo nuovo lavoro in uscita proprio oggi!

Ho deciso di riportarvi qualche breve tratto dell'intervista fatta da Andrea Beltramo a Leonardo. Sono sicurissima che vi saprà conquistare completamente! Complimenti ad Andrea che è riuscito a creare la giusta atmosfera! Se volete gustarvi l'intera intervista potete trovarla qui.

A: Parliamo della copertina!
L: L'editore ha prestato molta attenzione all'aspetto grafico della copertina che è il biglietto da visita del romanzo...siamo arrivati a questa copertina giocando sul fattore "tematico": una clessidra sdraiata, un tempo immobile che non scorre più perchè si è fermato in un certo senso e in più c'è questa struttura della clessidra che richiama il simbolo dell'infinito. C'è anche una crepa, abbastanza inquietante su uno dei due vetri, segno che qualcosa sta cambiando e si sta mettendo molto male.
A: Ancora distopia?
L: Questa è pura distopia! Questo è un romanzo puramente distopico: l'idea nasce molto dall'aderenza alla realtà che è la stessa, non mi sono scostato troppo. Non si può catalogarlo nel mondo della fantascienza.
A: Che tipo di mondo ci attende leggendo "Time Deal"?
L: Sull'Isola di Aurora, nel mezzo del Pacifico. L'ambientazione a livello temporale è un centinaio di anni da oggi, ma in termini di progresso scientifico siamo in una metropoli degli anno 2030-2040. Nel frattempo nel mondo c'è stato un cataclisma nucleare, la vita nel pianeta Terra è rimasta solo su Aurora. Aurora è una città Stato che sorge sull'omonima isola, che non ha più contatti con il mondo esterno.
A: I protagonisti di questo libro sono ancora una volta degli adolescenti, tu descrivi molto bene questi caratteri e le difficoltà che si incontrano a quest'età. Tu come ha vissuto l'adolescenza? 
L: Mi piace moltissimo la transizione tra un'età e un'altra, un'età di passaggio...qui abbiamo Julian, il personaggio maschile, che deve badare alla sorellina di 8 anni Sara perchè non hanno più i genitori e lui un ragazzo di 17 anni ne è il tutore. Lui a 17 anni è costretto a vivere e ad avere le responsabilità di un adulto. In "Time Deal" è costante il dilemma tra le età, nel senso che è molto probabile ad Aurora trovarsi di fronte ad un ragazzo di vent'anni ma che in realtà ne ha quaranta perchè ha preso il Time Deal vent'anni prima e nell'aspetto è rimasto un ragazzo di vent'anni ma la maturazione dei suoi pensieri e l'esperienza lo portano ad essere un quarantenne. I personaggi hanno questa costante difficoltà di comprendere realmente chi hanno di fronte. La questione dell'identità è molto centrale nel romanzo.
A: E invece la questione dell'amore quanto è importante in questo romanzo?
L: E' fondamentale e si divide in tre parti, o meglio ha tre facce. L'amore di Julian per Aileen, che è la protagonista femminile, Il senso di protezione di Julian nei confronti della sorella minore. E infine la grande amicizia con Stan. E' ovvio che la narrazione, con i personaggi di Julian e Aileen così diversi tra loro anche nell'estrazione sociale, è il nodo centrale della storia.
A: Quanto ti hanno condizionato il cinema e la tua passione per la fantascienza?
L: Parecchio, soprattutto negli ultimi anni mi sono innamorato di Christopher Nolan e ho notato che ci sono delle affinità nel pensiero strutturale di determinate trame quando sei coinvolto in determinate storie e provi ad assorbire il più possibile. L'influenza è davvero tanta. Non solo nei film ma anche nei romanzi.

...e questo è solo un breve estratto ;) vi consiglio di guardarla non appena avete modo perchè potrete scoprire davvero moltissime cose su Leonardo e su "Time Deal" ^-*
(oltre al fatto che il suo penultimo romanzo "There" vedrà tra poco il grande schermo!)

La serata è stata davvero spettacolare, così come lo è Leonardo. Un autore tutto da scoprire ^-^ con dei pazzeschi gusti musicali 


Che altro dirvi? Un romanzo assolutamente da leggere ^-^ A prestissimo con la recensione! 
N.

giovedì 26 dicembre 2013

Salotto Letterario #3 Intervista a Marika Cavalletto e Chiara D'Oria

Buon Pomeriggio Lettori!
Eccomi con un altro importantissimo appuntamento con il nostro Salotto Letterario, dove oggi incontreremo Marika Cavalletto e Chiara D'Oria, autrici di ''Lithium'' (qui trovate la mia recensione)

Siete pronti ad addentrarvi nella vita, nei sogni, e nei libri di Marika e Chiara!?!? Possiamo iniziare allora!

Benvenute Marika e Chiara su Leggere Per Sognare, e grazie mille per aver accettato questa intervista!

* Parlateci un po’ di voi: quali sono i vostri hobby, le manie, i sogni nel cassetto e quelli realizzati?

Marika = Frequento l’ultimo semestre del corso di Lingue e Culture per l’editoria e lo studio occupa buona parte della mia giornata, questo comunque non mi impedisce di coltivare la mia passione per la lettura, che ho sin da bambina. Inoltre amo viaggiare, cucinare e andare ai concerti dei miei artisti preferiti. Per quanto riguarda le mie manie, esattamente come Mya (una delle protagoniste del libro) sono una ragazza molto precisa ed organizzata, anche se Chiara direbbe che sono una maniaca dell’ordine. I sogni nel cassetto sono tanti, forse anche troppi. Al momento vorrei continuare gli studi, e quindi trasferirmi, all’estero (possibilmente Gran Bretagna) e magari, in futuro, diventare redattrice per una casa editrice. Per finire, i sogni realizzati? Lithium!
Chiara = Come Marika anche io studio alla stessa facoltà dell’università di Verona e al momento sono molto impegnata a preparare e a scrivere la tesi. Il mio hobby principale è la scrittura. Scrivo da quando ho otto anni e non mi sono mai realmente fermata. Amo leggere e comprare libri e per questo il mio portafoglio mi detesta! Amo molto anche la musica e suonare al pianoforte, anche se ormai non lo faccio più con troppa regolarità. Per finire amo viaggiare con tutta me stessa, al punto che spero di tornare presto in Gran Bretagna e cominciare una specialistica là. Manie? Dovrei fare la lista in ordine alfabetico! Quelle impossibili da nascondere sono: libri, serie TV e caffè!! Per il futuro in generale non ho piani, l’unica cosa certa è che vorrei continuare a scrivere. Infatti anche per me la pubblicazione di Lithium è stata il grande sogno di una vita che si realizzava!

* Oltre alla scrittura, posso facilmente intuire il vostro amore per la lettura! Qual è stato il primo libro che avete letto e quanti anni avevate? Qual è il vostro libro preferito? E l’autore? Quale libro ci consigliereste?
Marika = Il libro che mi ha iniziato alla lettura, da bambina, è stato Il Piccolo Principe, che io ritengo essere un capolavoro. Oggi leggo sia i grandi classici che gli autori contemporanei e il mio autore preferito è Fëdor Dostoevskij. Un libro che consiglierei è La Solitudine dei Numeri Primi di Paolo Giordano.
Chiara = La domanda più difficile in assoluto! Può sembrare strano, dato che mi professo una grande lettrice, ma non ho uno scrittore preferito. Posso affermare senza insicurezze che la saga di Harry Potter è stata quella che sin da subito mi ha avvicinato alla lettura, e per questo devo molto a J. K. Rowling. Per il resto, oggi leggo di tutto, tutti i generi e tutti gli autori; ci sono periodi in cui preferisco i gialli e altri in cui prediligo i classici (specialmente britannici); al momento il genere che mi ha rapito il cuore è il fantasy. Un libro che vorrei consigliare? Non saprei… Posso dire Lithium? Ahahahah! A parte gli scherzi, credo che tutti, almeno una volta, dovrebbero leggere Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen.

Passiamo ora a parlare di ''Lithium''

* Come e quando vi è venuto in mente di scrivere ''Lithium''?
Chiara e Marika: Lithium è nato da un sogno che Chiara ha fatto nel 2007, quando eravamo in terza superiore. La storia è stata poi sviluppata e cambiata nei diversi anni fino a diventare l’opera che è adesso.

* Cosa vi ha ispirato maggiormente durante la scrittura?
Chiara e Marika: Sinceramente non lo sappiamo! Ci sono molti autori (oltre alle serie Tv) che ci hanno insegnato ad amare il genere e molti altri che ci hanno insegnato a scriverlo. Di sicuro Buffy ha avuto un ruolo predominante nello sviluppare alcuni dei personaggi; per quanto riguarda gli scrittori, invece, sicuramente Anne Rice, ma anche tutte le saghe degli ultimi anni. Infine ci sono le canzoni che ascoltiamo, che ci ispirano nell’atto della scrittura stessa (ad esempio quelle dei Linkin Park, Sum 41, Evanescence, Within Temptation e anche Florence & The Machine).

* In quali circostanze sono nati i vostri personaggi e i loro mondi?
Marika e Chiara: Tutti i personaggi di Lithium hanno aspetti e legami con persone che fanno parte della nostra vita; poi le loro caratterizzazioni sono state comunque modificate, riadattate alla storia. Mya e Chrissie sono praticamente le nostre sosia, nonostante alcuni aspetti del loro carattere siano stati inventati. Katherine è nata così: severa, stanca, con quel carattere duro e provato, dopo i dieci anni di lavoro come cacciatrice. Nell’ultimo periodo l’abbiamo però umanizzata, in un certo senso, abbiamo cercato di spiegare come ella fosse prima che questo mondo la imprigionasse e i motivi che l’hanno resa così com’è. William è per Chiara il personaggio più facile e più difficile al contempo da scrivere. Chiara non ricorda come si è sviluppato, forse è sempre stato presente nella sua testa come l’uomo per lei ideale, un uomo che è stato creato o si è sviluppato anche grazie a reali esperienze di vita, ma anche così dannatamente perfetto nella sua complessità da non poter esistere. Per finire, Dorian è stato creato per Mya. Lui era l’unica persona in grado di conoscerla veramente, l’unica che fosse in grado di tenerle testa grazie al suo carattere forte ed ironico.

* Con quale personaggio siete particolarmente in sintonia? Quale vi somiglia di più? E perché?
Chiara e Marika: Mya e Chrissie sono intimamente legate a noi: pensano come noi, agiscono come noi e vivono una vita parallela alla nostra. La differenza? Loro hanno il Destino contro.
Chiara: Chrissie mi assomiglia più di quanto non vorrei. I suoi pensieri sono i miei, così come anche ogni suo minimo e fastidioso difetto. Scriverla è stato un’auto-critica continua. Naturalmente le esperienze sono molto diverse, ma in ognuna di essere c’è un qualcosa di familiare che l’avvicina a me.
Marika: Condivido praticamente tutte le passioni di Mya e in lei c’è la mia parte razionale. Quello che le invidio è la svolta che è riuscita a dare alla sua vita e il coraggio che ha trovato dentro di sé per cambiarla.

* Quale autore/autrice vi ha spronato nell'iniziare questa avventura da scrittrici?
Chiara: Ho iniziato a scrivere quando avevo otto anni. Il mio primo libro (così lo chiamavo io, anche se era composto solo da quattro facciate) era un fantasy-storico, legato alle avventure di questa bambina nell’Antico Egitto. Non ho la più pallida idea del perché abbia improvvisamente deciso di iniziare questa avventura, né chi sia stato l’artefice che mi ha spronato a seguire questa mia passione!
Marika: Ho iniziato a scrivere a sedici anni, quando Chiara mi ha proposto di diventare co-autrice del romanzo che sarebbe poi diventato Lithium. Non mi sono però mai lasciata influenzare dagli autori che leggo, scrivo semplicemente nel modo che ritengo più adatto a comunicare le emozioni dei personaggi.

* Come affrontate questa nuova vita alle prese con lettori, fan, e case editrici?
Marika e Chiara: Per cominciare dovremmo dire che non siamo ancora completamente consapevoli del fatto di aver pubblicato un libro. Questo è stato un sogno per così tanto tempo che ci è difficile ora comprendere che è stato realizzato! Interviste, recensioni e presentazioni sono tutt’ora novità, novità piacevoli, entusiasmanti ed incredibili. Sicuramente la cosa che ci ha maggiormente stupito ed eccitato è stato il fatto che altre persone abbiano realmente deciso (di loro spontanea volontà) di leggere il libro, di amarlo, quando, fino a qualche mese fa, lo leggevano solo i nostri più cari amici.

* Quale è stata la cosa più bella che vi è stata detta o scritta da un lettore che ha letto il vostro lavoro, e quale la più brutta?
Chiara e Marika: Naturalmente sono molte le persone che ci hanno reso felici tramite una recensione o anche un semplice commento. Amiamo soprattutto quando i lettori s’innamorano dei nostri personaggi, perché in un certo senso si legano anche a noi come scrittrici. La cosa più brutta che ci è stata detta? Forse una recensione scritta qualche giorno fa da una blogger, la quale ha criticato alcuni aspetti del libro del tutto inesistenti, come se non avesse afferrato a pieno il significato del testo o come se, peggio ancora, non lo avesse letto davvero!

* A che genere di pubblico consigliereste il vostro libro?
Marika e Chiara: Lithium non è stato scritto solo per alcune persone. Logicamente gli amanti del genere paranormal romance o urban fantasy lo apprezzeranno, ma il nostro è un libro anche ironico e in alcune scene anche molto profondo. In generale lo consigliamo a chi ama ridere ed affezionarsi ai personaggi, a chi cerca qualcosa di alternativo.

* Quali programmi avete per il vostro futuro? E per quello da scrittrici?
Chiara e Marika: Per quanto riguarda il nostro futuro da studentesse, entrambe vorremmo trasferirci e studiare all’estero, finendo per lavorare nel campo editoriale; d’altra parte, continueremo a scrivere! Al momento, oltre alla saga di St. Jillian, è in fase di preparazione un altro romanzo, di cui forse è ancora troppo presto parlare!

* Quando potremo vedere la pubblicazione del continuo della serie di ''Lithium''? Siamo curiosissimi!!!
Marika e Chiara: Lo schema di Iridium, il secondo libro della quadrilogia, è già stato deciso e al momento l’opera è in fase di scrittura. A causa dei tantissimi impegni (fra cui la futura laurea a marzo), non siamo ancora certe di quanto altro tempo ci vorrà per terminarlo, sicuramente verrà pubblicato nei primi mesi del 2014. La data esatta inoltre dipende anche da quanto si prolungherà la scrittura dell’altro nuovo, misterioso romanzo.

* Volete aggiungere qualcosa?
Chiara e Marika: Naturalmente vorremmo ringraziare il blog e soprattutto Nicole per esserci stata così vicina in questo periodo. Inoltre ci auguriamo che Lithium vi sia piaciuto e che i lettori della saga continuino ad aumentare, in modo che St. Jillian diventi una casa anche per tutti voi!

* Volete fare un saluto ai lettori di Leggere Per Sognare?
Chiara e Marika: Con la speranza di risentirci presto, vi auguriamo una buona lettura e vi ringraziamo tantissimo per averci seguito in questa nostra avventura.

Grazie mille per avermi concesso questa curiosa intervista! Buon Lavoro! 

Spero tanto che questa intervista vi abbia entusiasmato quanto me, e che presto leggiate il romanzo di Chiara e Marika, sempre che non l'abbiate già fatto!!!!

Buona Lettura e Un Grazie ad entrambe!

N.

giovedì 24 ottobre 2013

Salotto Letterario #2 Intervista a Ilaria Pasqua

Buon Pomeriggio Lettori!
Eccomi con un altro importantissimo appuntamento con il nostro Salotto Letterario, dove oggi incontreremo Ilaria Pasqua, autrice di ''Le Tre Lune di Panopticon'' (qui la mia recensione) e de ''Il Giardino Degli Aranci'' (qui).

Siete pronti ad addentrarvi nella vita, nei sogni, e nei libri di Ilaria!?!? Possiamo iniziare allora!

Benvenuta Ilaria su Leggere Per Sognare, e grazie mille per aver accettato questa intervista!

* Parlaci un po’ di te: quali sono i tuoi hobby, le tue manie, i tuoi sogni nel cassetto e quelli realizzati?
Amo il cinema, se potessi mi ci barricherei dentro a vita. Riesco a vedere film su film senza stancarmi mai. Ovviamente leggere, barcamenandomi tra libri ed ebook. La musica, andare ai concerti è una delle cose che mi diverte e rilassa di più, e infine viaggiare, ovunque, ma più che hobby queste sono passioni, a dire il vero. Seguo una tonnellata di serie tv, sin troppe, e mi diverto a cucinare dolci, ma ultimamente non ho combinato proprio nulla su questo fronte, meglio l’inverno per accendere il forno :P Manie? Mi piace tenere tutto sotto controllo, programmo nei minimi dettagli le mie cose dandogli un ordine preciso, perché così sono sicura di riuscire a fare tutto ciò che voglio del mio tempo, sfruttarlo al massimo. Qualcuno direbbe (e lo dice) che sono un po’ ossessiva, ma in senso buono, dai (c’è un senso buono… vero? Vero?). Il sogno nel cassetto è sempre riuscire a fare della scrittura una professione. E mi piacerebbe tantissimo avere delle possibilità come sceneggiatrice, sono ancora agli inizi ma ho studiato ed è qualcosa che adorerei approfondire, visto quanto amo la settima arte. Ma in Italia, si sa, le possibilità sono piuttosto misere.

* Oltre alla scrittura, posso facilmente comprendere il tuo amore per la lettura! Qual è stato il primo libro che hai letto e quanti anni avevi? Qual è il tuo libro preferito? E il tuo autore preferito? Quale libro ci consiglieresti?
Difficile a dirsi, non è facile ricordare con precisione. Ho letto i classici libri per ragazzi come Piccole Donne e l’Isola del tesoro, poi una vagonata di Piccoli Brividi, a essere sincera. Ne andavo matta. Stessa cosa per i mitici libri del battello a vapore, collana arancione, bianca, qualsiasi mi capitasse a tiro. È incredibile che ne abbia ancora dei ricordi così vividi, ma soprattutto ricordo esattamente cosa provavo a vedere questa o quella copertina.

Passiamo ora a parlare dei tuoi libri!
* Quale libro hai scritto per primo? E in quanto tempo?
Il mio primissimo libro è Il bambino nascosto nel buio che uscirà in versione ebook per La Ponga Edizioni a febbraio. Ci ho messo più di sei mesi, ricordo. Era la prima storia compiuta su cui ho lavorato e stargli dietro è stato più difficile, anche a causa del lavoro. Il secondo Le tre lune, e il terzo Il giardino. Per questi ultimi due ci ho messo meno tempo del primo, ero un po' più esperta e avevo le idee più chiare, anche se il processo di scrittura finisce per essere sempre diverso, e forse dipende anche da questo il tempo impiegato. Il primo è nato come una sorta di puzzle, il secondo si è sviluppato da un idea ma ci ho messo di più a limarla per capire che mi diceva la mente. Il terzo è stato un volo nel nulla, ha preso forma piano piano, capitolo dopo capitolo, sembrerà strano a dirsi ma è stato quello che è uscito fuori con più facilità. I successivi volumi delle saghe hanno seguito il processo dei primi, si vede il più adatto per le due storie. L'ultimo, che ancora non ho fatto uscire, invece, è stato un lento lavoro di estrazione, una faticaccia inaspettata, mi sono spremuta per bene ma ne è valsa la pena. Ognuno perciò il suo processo. Strana cosa la mente.

* Cosa ti ha ispirato maggiormente durante la scrittura dei tuoi romanzi ''Le tre lune di Panopticon'' e ''Il giardino degli aranci''?
Non saprei dirlo con precisione, penso che le idee siano sempre frutto di tutto il bagaglio di letture e esperienze che ci costruiamo nel corso del tempo. Non c’è mai qualcosa di specifico, sono solo suggestioni raccolte dal mio sguardo e elaborate dalla mia mente dopo lunghi periodi di elaborazione. Alla fine ognuno di noi possiede una propria lente interpretativa della realtà, per questo ogni storia rappresenta qualcosa di unico.

* In quali circostanze sono nati i tuoi personaggi e i loro mondi?
L’idea e i personaggi de ''Le tre Lune di Panopticon'' sono nate mentre vagavo per una libreria della stazione, trascinandomi il trolley dietro. Mi è venuta l’idea della fuga delle parole e un’immagine della protagonista, poi per il resto, prima che trovassero un compiuto sviluppo, ci sono voluti mesi. Solitamente lascio l’idea libera di vagare per un po', e poi quando mi ci metto a lavorare trovo che di colpo ho le idee più chiare di quanto sperassi, come se fermentassero silenziosamente nell'attesa. Il giardino invece è nato diversamente, ero in montagna sempre a passeggiare (pare che camminare mi faccia bene :P) e ho visto Will con i suoi incubi intrecciati alle braccia, e mi ha dato angoscia, da questo ho cercato di individuarne il senso e la storia è nata così, il mondo ha preso una fisionomia che non mi aspettavo inizialmente.

* In quale dei due romanzi possiamo trovare la vera Ilaria?
Sono in tutti, penso sia normale nella scrittura. Frammenti di me sono sparsi ovunque. Ma sono solo frammenti.

* Con quale personaggio sei particolarmente in sintonia? Quale ti somiglia di più? E perché?
Sicuramente con Aria, mi piacerebbe assomigliarle, è una tosta e sa sempre quello che fare. Io quasi mai. O almeno mi piacerebbe essere così impulsiva, a volte penso davvero troppo. Ho un po’ di Sofia, quell'insicurezza a volte paralizzante, l’amore per i libri, lo starmene in un mondo tutto mio, e il riflettere sempre troppo sulle cose, ma non quell'egoismo e quello scappare dalle responsabilità. Di Aria, riflettendoci, ho davvero poco, è più ''un vorrei essere'' che ''un sono'', ma anche lei ha dei tremendi difetti che non desidero. Paradossalmente Will e Henry mi somigliano di più.

* Quale autore/autrice ti ha spronato nell'iniziare questa avventura da scrittrice?
Anche questa è una bella domanda. In realtà è stata l’Università. Un mio professore mi ha detto che avrei dovuto ''approfondire'' la scrittura ed è quello che ho fatto, più per curiosità che per altro. Mai avrei detto che sarebbe diventata così indispensabile.

* Come affronti questa nuova vita alle prese con lettori, fan, e case editrici?
Cerco solo di fare il mio meglio e di essere me stessa, accettando tutte le critiche per poter migliorare. Con le case editrici le cose sono più difficili, l’attesa di una ipotetica risposta è interminabile e mi uccide… per il mio primo libro è volato quasi un anno intero.

* Quale è stata la cosa più bella che ti è stata detta o scritta da un lettore che ha letto i tuoi lavori, e quale la più brutta?
Sicuramente che i miei libri sono originali e che rappresentano qualcosa di nuovo e fresco, proprio ciò che desideravo. O che hanno fatto vivere delle ore appassionanti lontani dalla realtà. Sono felice quando riesco a immergere i lettori nei miei mondi e a far sentire vicini i miei personaggi, è sempre questa la paura peggiore, che i lettori non li percepiscano come li percepisco io nella mia mente. La più brutta che non amano il mio stile, o che uso troppe virgole, ma il modo di scrivere rispecchia me stessa in tutto e per tutto, ed è qualcosa che non si può cambiare. Per fortuna non me lo dicono tutti, sennò impazzirei. Ma non critico affatto le critiche, scusa il giro di parole, alla fine penso sia sempre questione di gusti. E i gusti non vanno mai disputati! E poi è chiaro, si può sempre migliorare. Io credo di essere ancora in evoluzione, sono troppo giovane per stabilizzarmi.

* A che genere di pubblico consiglieresti i tuoi libri?
Dai 12 in poi. Non riesco mai a infilarli in una fascia di età precisa, perché io in quanto lettrice leggo proprio di tutto, senza soffermarmi troppo. Ci sono libri che considerano per ragazzini che adoro o che comunque meriterebbero altri scaffali (il pensiero va a Hunger Games che alla fine tratta un bel po' di tematiche adulte, nonostante il genere), perciò quanto è importante il target? Se dovessi ragionare da casa editrice direi: 12-18/20? È proprio difficile…

* Quali programmi hai per il tuo futuro da scrittrice?
Continuare a scrivere e migliorare. Lavorare bene sui sequel di queste due trilogie, soprattutto sulle due conclusioni che saranno quelle che mi daranno sicuramente più filo da torcere. E sperare che il mio nuovo lavoro, Susan & Susan, scritto negli scorsi mesi, faccia i primi passi da solo molto presto. Si incrociano poi le dita per tutto quello che non si può prevedere o controllare.

* Quando potremo vedere la pubblicazione del continuo delle serie da te create? Siamo curiosissimi!!!
Spero presto! Il secondo volume de Il giardino in realtà è pronto, il secondo de Le tre lune invece è ancora in scrittura. Ma visto che si devono sempre tentare tutte le strade possibili, aspetterò ancora qualche mese prima di decidere qualcosa di preciso. Non voglio essere avventata, ma comunque è sempre tutto in movimento.

* Vuoi aggiungere qualcosa?
Nulla! Solo ringraziarti ancora per la calorosa ospitalità tra le tue pagine e per il tuo forte supporto.

*Vuoi fare un saluto ai lettori di Leggere Per Sognare? 
Un saluto affettuoso a tutti i lettori di questo magnifico blog ;) Spero di non avervi annoiato troppo, ragazzi!!

Grazie mille per avermi concesso questa curiosa intervista! Buon Lavoro! 

Spero tanto che questa intervista vi abbia entusiasmato quanto me, e che presto leggiate i due romanzi di Ilaria, sempre che non l'abbiate già fatto!!!!

Buona Lettura e Un Grazie ad Ilaria!

N.

venerdì 20 settembre 2013

Salotto Letterario #1 Intervista a Barbara Schaer

Un caloroso benvenuto a tutti voi lettori nel mio Salotto Letterario, da oggi troverete una nuovissima rubrica dedicata agli autori che molto gentilmente mi permettono di far loro una piccola e preziosissima intervista!

La prima autrice che inaugura questa rubrica è Barbara Schaer, autrice di ''Alis Grave Nil'' (qui la mia recensione) e ''Onislayer'' (qui).

Siete pronti ad addentrarvi nella vita, nei sogni e nei libri di Barbara? Allora partiamo per questa nuova ed entusiasmante avventura!!! 

Benvenuta Barbara su Leggere Per Sognare, e grazie mille per aver accettato questa intervista!

Parlaci un po’ di te: quali sono i tuoi hobby, le tue manie, i tuoi sogni nel cassetto e quelli realizzati?
Ciao a tutti i lettori di Leggere per Sognare! Sono davvero felice di trovarmi qui con voi :)
Non sono molto brava a parlare di me... comunque ci provo :) Ho trent'anni e vivo a Genova, dove mi divido fra il lavoro, mio marito e le passioni a cui dedico tutto il tempo libero che posso. Leggere, scrivere e passare ore davanti a film e serie tv sono in assoluto i miei passatempi preferiti, ma adoro anche viaggiare, fare sport e cucinare. In generale mi considero una persona molto fortunata perché sono riuscita a realizzare tutti i sogni che avevo, tra cui anche avere la possibilità di dedicarmi alla scrittura. Se anche il mio futuro non cambiasse di una virgola dal presente sarei più che soddisfatta :)... in generale spero che la mia vita continui così com'è ora, e di avere la possibilità di continuare ad avere il tempo per tutte le piccole cose che mi piacciono.

* Oltre alla scrittura, posso facilmente comprendere il tuo amore per la lettura! Qual è stato il primo libro che hai letto e quanti anni avevi? Qual è il tuo libro preferito? E il tuo autore preferito? Quale libro ci consiglieresti?
Se non ricordo male il primo libro che ho letto è stato la Spada di Shannara, avrò avuto otto o nove anni e fino a quel momento non avevo mai apprezzato veramente la lettura. Bé, quel libro è stato davvero una rivelazione :) Non credo sarei in grado di trovare un libro preferito fra tutti quelli di cui mi sono innamorata... e neppure un solo autore! Di sicuro ho adorato Cime Tempestose, Fiesta, La fonte meravigliosa, ma anche la trilogia di Cassandra Clare, Shadowhunters-The Mortal Instruments, che ultimamente è diventata la mia droga... L'unico consiglio che mi sento di dare è di tenere sempre un libro in borsa, o anche più di uno, e di sperimentare tutti i generi senza pregiudizi :).

Passiamo ora a parlare dei tuoi libri!
* Quando e perché hai deciso di scrivere il tuo primo romanzo ''Alis Grave Nil''?
Fin da piccola scrivere è sempre stato uno dei miei passatempi preferiti, ma non sono mai riuscita a dedicarmici con costanza e il risultato erano tante storie scritte a metà :). La decisione di scrivere e portare a termine Alis Grave Nil è nata spontaneamente sul volo New York – Malpensa che mi riportava a casa dopo il viaggio di nozze... non so come sia capitato, in un certo senso credo che fosse venuto il momento giusto per farlo, o forse ero io a essere cresciuta abbastanza per riuscirci davvero :). La trama, invece, è nata e cresciuta piano piano, dopo molte rielaborazioni, l'unica idea certa che avevo riguardava la storia d'amore contrastata dei due protagonisti, in un certo senso credo che Sara ed Eric fossero sempre stati nel mio cuore.

* Cosa ti ha ispirato maggiormente durante la scrittura del romanzo ''Alis Grave Nil''? e per ''Onislayer''?
E' difficile dire che cosa mi abbia ispirato durante la stesura dei due romanzi... diciamo che non c'è stato nulla in particolare, ma hanno contribuito sia i romanzi letti durante il periodo in cui mi sono dedicata alla scrittura, sia la musica che ho ascoltato o le persone che ho incontrato. Per esempio durante la stesura di ''Alis Grave Nil'' ho ascoltato moltissima musica epica, tanto che quando mi ricapita di ascoltarla mi ricordo ancora cosa provavo mentre scrivevo di Eric, Sara e degli arcangeli, con ''Onislayer'', invece, tanta musica anni '80.

* In quale dei due romanzi possiamo trovare la vera Barbara?
Penso in entrambi, sia in ''Alis Grave Nil'' che in ''Onislayer'' si trova gran parte del mio essere me :). Alis è più introspettivo, quindi è più facile indovinare pensieri e riflessioni, ''Onislayer'' è più avventuroso, ma credo che si percepisca comunque quello che penso dell'amicizia o dell'amore, che in fondo è il tema principale di entrambi i romanzi.

* Con quale personaggio sei particolarmente in sintonia? Quale ti somiglia di più? E perché?
Alex è di sicuro il mio personaggio preferito, così forte, tenace e indomita... come si fa a non amarla? Pensare come lei, vivere le sue avventure mi diverte moltissimo, e sebbene non possa dire di assomigliarle, di certo nel suo carattere c'è qualcosa di mio. Tutto sommato credo che sia inevitabile inserire qualcosa di sé in ogni personaggio che si crea, magari una piccola sfumatura, o un'inclinazione che potrebbe rafforzarsi in determinate circostanze. In quanto a somiglianze, invece, credo che Sara sia il personaggio a cui mi avvicino di più, se non altro per la vena sognatrice e per tutte le sue idee sull'amore.

* Quale autore/autrice ti ha spronato nell'iniziare questa avventura da scrittrice?
Non credo ci sia un autore/autrice che mi abbia spinto a scrivere... semplicemente ho sempre desiderato scrivere, e ho sempre ammirato incondizionatamente chi riusciva a farlo :).

* Come affronti questa nuova vita alle prese con lettori, e fan? Come ti sei sentita, quando online sono apparsi i primi tatuaggi che le tue fan hanno iniziato a farsi con la scritta ''Alis Grave Nil''?
Ricevere i commenti dei lettori dei miei romanzi è davvero emozionante... ogni recensione che esce su Amazon o su un blog, ogni pensiero che mi arriva via Facebook o via mail, mi riempie di gioia e mi da tantissima carica :). Ovviamente ci sono anche i commenti negativi, com'è giusto che sia, e per quanto mi feriscano si impara molto anche dalle critiche quando sono costruttive. Per quanto riguarda i tatuaggi... bé, dire che ne sono lusingata è dire poco:). Ovviamente mi rendo conto che ''Alis Grave Nil'' è una frase bellissima di per sé, ma mi fa piacere sapere di aver contribuito a ispirare chi ha deciso di tatuarsela sulla pelle :).

* Quale è stato la cosa più bella che ti è stata detta o scritta da un lettore che ha letto i tuoi lavori, e quale la più brutta?
Il commento che mi ha fatto più male lo ricordo ancora benissimo... ''Alis Grave Nil'' aveva appena fatto la sua comparsa su Amazon e la prima opinione che ho ricevuto su un forum è stata negativa: diceva che Alis le aveva ricordato libri già letti e che non l'aveva emozionata. So che non si trattava di niente di tragico, ma essendo la prima opinione non l'ho presa benissimo. Per quanto riguarda i commenti positivi... ce ne sono molti che ricordo con grande emozione, specialmente quelli che mi fanno capire quanto il romanzo è entrato nel cuore di chi l'ha letto.

* Nel libro ''Onislayer'' si vede che hai dovuto lavorarci, ed immergerti in tutta quella cultura giapponese che in Italia non conosciamo, è vero? Ti è pesato in qualche modo questo dover ''studiare'' usanze, riti e tutto il resto? Cosa ti ha affascinato di più del Giappone?
Convivo con la cultura giapponese da un po' :P. Mio marito è per metà giapponese, quindi negli anni ho avuto modo di conoscere riti, leggende, curiosità e di prendere confidenza con questo mondo così diverso dal nostro. Per scrivere ''Onislayer'' ho dovuto ovviamente approfondire facendo ulteriori ricerche, ma è stato divertente più che pesante :).  L'immagine della sakura, dei ciliegi in fiore e dei petali che volteggiano nel vento, racchiude lo spirito del Giappone, mite e allo stesso tempo combattivo, poetico e guerriero, e credo sia la cosa che mi affascina di più in assoluto.

* A che genere di pubblico consiglieresti i tuoi libri?
Sicuramente a tutti quelli che amano l'Urban Fantasy. Poi credo che ''Alis Grave Nil'' sia adatto a un pubblico più giovane rispetto a ''Onislayer'', che può essere maggiormente apprezzato da chi cerca azione oltre alla storia d'amore.

* Possiamo sperare in un continuo di entrambi i tuoi romanzi!?!?!?
Sì, ci saranno :D. Ho iniziato a scrivere il seguito di ''Onislayer'' e sto pensando anche al seguito di ''Alis Grave Nil''...

* Vuoi fare un saluto ai lettori di Leggere Per Sognare?
Ciao a tutti e grazie di cuore a Nicole per avermi ospitata qui :) 

* Grazie mille per avermi concesso questa curiosa intervista! Buon Lavoro!

Spero che questa intervista vi abbia entusiasmato, conoscere un'autrice è davvero un grande privilegio!!!

Buona Lettura!

N.